Per i sieropositivi, gli organizzatori del convegno hanno previsto un'apposita area relax. Salendo grigi scalini che portano al piano superiore rispetto all'area ove si trovano le sale nelle quali si tengono le varie sessioni della conferenza, si è accolti prima di tutto dal rosso dei tanti divani disposti a formare spazi per la conversazione, dal verde delle canne di bambù, e poi dal bianco di altri divani. Qui ci si può rilassare, si può conversare, si possono incontrare altri HIV+ provenienti da tutto il mondo: nascono spontaneamente momenti di dialogo, confronto, condivisione sulle diverse realtà dell'essere sieropositivi nei differenti Paesi del mondo.
Al fondo del salone, che è illuminato dalla luce naturale spiovente dai lucernari, su buffet sono disponibili sempre e gratuitamente frutta fresca, acqua, bibite, caffè, the, biscotti per dissetarsi e rifocillarsi. Dalla vetrata accanto ai divani rossi si può assistere al continuo viavai della ressa dei delegati, in un clima di distacco e serenità favorito dalle soffuse note della musica di sottofondo.
Da una porta si può accedere ad un'area ancora più tranquilla, silenziosa e riposante: qui ti attendono poltrone massaggio o candidi lettini dove stenderti e ritrovare le forze.
Lo stand che più colpisce nell'enorme salone dove sono presenti le case farmaceutiche, le istituzioni nazionali e internazionali di lotta all'AIDS è quello del Paese ospite: l'Austria. L'impatto visivo è forte, il pavimento è rosso, ci si può sedere su un divano bianco a forma di Austria o originali banconi color legno chiaro o neri alla luce di straordinarie e aeree forme organiche. Si tratta delle luci realizzate (come tutto lo stand) dal designer Fidel Peugeot. Su rigorose basi metalliche cromate o sospese al soffitto sbocciano le multicolori forme luminose realizzate pinzando tra loro i blister vuoti di farmaci assunti per combattere l'infezione da HIV.
Attorno allo stand dell'Austria si assiepano i consueti grandi stand delle multinazionali dei farmaci antiretrovirali che promuovono i loro prodotti, quindi altri stand nazionali: si segnalano quello olandese tutto bianco con i messaggi di prevenzione in blu nelle forme dei disegni delle ceramiche tradizionali di Deft, quello dell'India a forma di vagone ferroviario. Più in là si trovano i più piccoli e colorati stand che espongono i materiali esplicativi dei diversi progetti realizzati nelle diverse aree del mondo.
CERCHERETE INVANO UNO STAND CHE RAPPRESENTI L'IMPEGNO DELLE NOSTRE ISTITUZIONI NELLA PREVENZIONE E NELLA CURA DELL'HIV/AIDS E NELLA LOTTA CONTRO LA DISCRIMINAZIONE. NON C'E'.
SEMBRA ADDIRITTURA CHE NON CI SIA UN RAPPRESENTANTE ISITUZIONALE DEL NOSTRO PAESE CHE PARTECIPI E CI RAPPRESENTI AI LAVORI DEL CONVEGNO.
Accanto al programma ufficiale di eventi del convegno riservato ai soli iscritti, vi è un altro programma di iniziative dedicate soprattutto alla solidarietà, alla prevenzione e alla lotta allo stigma, che ha luogo in un padiglione satellite: il global village. E' un'area aperta a tutti, in particolare ai giovani, dove anche i viennesi possono accedere. Qui troverete gli stand degli Enti Non Governativi e quelli delle associazioni di sieropositivi provenienti da tutto il mondo, che presentano i loro progetti, distribuiscono preservativi e vendono artigianato etnico per finanziare le proprie attività. Anche qui l'Italia latita. L'unico stand che rappresenta il nostro Paese e' quello dell'Arcigay attraverso il Cassero di Bologna, dove tra gli altri messaggi di prevenzione viene lanciato quello: "Fallo bene!"
Un altro messaggio che ci ha colpito è quello di un'associazione francese che dice: "Sei abbastanza uomo da metterlo?" |